-#28.
Lo sai che lo sto scrivendo a te
non c’è qualcosa che non va in te,
all’improvviso
solo tutto quello che hai visto finora
sembra un dipinto sbiadito
che ora perde i contorni
non hai esagerato
quella volta che hai reagito
quando i confini sono stati oltrepassati,
quando non hai più sentito lo scudo
che ti aveva protetto per anni
così tanti che avevi perso il conto
eppure conta,
molto,
quello che hai sentito
non è pigrizia
quella confusione che ti fa girare lo sguardo
da una parte e dall’altra,
come se tutto fosse troppo importante
e niente abbastanza
per fermarti più di un minuto
non sei in ritardo
se non ti senti al punto degli altri
gli altri, poi
chissà che punti vedono in te
che tu nemmeno riconosci come tuoi.
non sei sempre in preda alla rabbia
semplicemente
hai messo toppe per troppo tempo
e a furia di mettere pezze
qualcosa si è spezzato
se c’è un colpevole,
può darsi
è vero,
ma non sei tu
nessuno è intero perché non è vero che ci si rompe,
si va in mille pezzi
vero
ma le crepe sono lo spiraglio
in cui poi passa davvero l’ossigeno
siamo tutti diversi,
forse l’unica cosa che abbiamo davvero in comune
nessuno sa dove sta andando,
semplicemente va
e poi vede dove arriva
poi magari torna
o riparte
ma non c’è una direzione,
sempre,
forse a volte solo una strada
e comunque va bene così
non tutto esiste
per noi
e con noi
a volte le cose esistono e basta
nel senso proprio che basta questo, per andare avanti
non tutto è personale,
da prendere, intendo
a volte le persone portano in campo
solo gli attrezzi che hanno
pensiamo sia una dichiarazione di guerra,
ma forse è solo uno specchio
che ci mostrano
per vedere cose
che altrimenti resterebbero al buio
chiedere aiuto
a volte anche solo guardare una mano tesa che sta aspettando
è la cosa più difficile
essere sempre forte
è la cosa più debole che sei
aiutare sempre tutti
non aiuterà nessuno
tanto meno te
soffrire non serve a niente
il dolore, quello invece, sì
alcune cose non le vedi
finché non le guardi, davvero
m.

